COS’E ?         

La ragade anale non è altro che una piccola ferita a livello dell’ano, sovente a livello della commissura posteriore.

CLINICA (SINTOMI)

La ragade anale si manifesta spesso con un dolore che insorge quasi sempre durante la defecazione e può durare per alcune ore successive, il dolore può essere in alcuni casi grave al punto da ricorrere d’urgenza ad intervento chirurgico del caso (vedi cura).

Un altro sintomo della ragade molto frequente é una modesta perdita di sangue rosso vivo a fine defecazione che può sporcare in modo modesto il water o la carta igienica.

CAUSA DELLE RAGADI

Le principali cause delle ragadi  anali  sono la stitichezza e lo stress. La stitichezza produce  delle feci molto dure che, al passaggio a livello del canale anale, arrecano delle piccole ferite.  Molte volte esse guariscono spontaneamente, altre volte, invece, si trasformano in ferite stabili e sintomatiche , specialmente a livello della commissura posteriore.

Anche lo stress può rappresentare una causa importante di insorgenza delle ragadi poiché può determinare una contrazione eccessiva e l’ipertono del muscolo sfintere interno dell’ano (muscolo involontario che controlla insieme allo sfintere esterno la continenza anale).

Una eccessiva contrazione e l’ipertono del muscolo sfintere possono, a loro volta, essere la causa di  micronecrosi cutanee che sfociano in ragadi anali o addirittura di  piccole ferite preesistenti  a livello della regione anale che, stentando a guarire, si trasformano in ragadi.

Altre cause che determinano  in maniera minore le ragadi anali sono la diarrea, le infezione della regione anale e perianale, i traumi, ecc….

CURA DELLE RAGADI

La ragade anale si cura principalmente con una terapia conservativa che consiste in primis in una regolarizzazione dell’alvo mediante dieta ricca di scorie ed eventuali lassativi che permettono un passaggio non traumatico delle feci a livello del canale anale.

Sicuramente é auspicabile  un’ attenta igiene della regione anale e perianale con prodotti specifici ed, inoltre, bisognerebbe eliminare  o controllare le fonti di stress.  Se ciò non dovesse essere sufficiente, occorrerà trattare il paziente con creme a base di nifedipina o nitroglicerina in grado  di rilassare lo sfintere interno con miglioramento della sintomatologia e graduale guarigione della ragade.

Un’ altra terapia molto efficace consiste nell’uso dei dilatatori anali (DILATAN) da introdurre nel canale anale almeno due volte al giorno per 5-15 minuti per seduta, con lo scopo di dilatare lo sfintere e determinare la conseguente guarigione della ragade.

Un altro mezzo terapeutico non chirurgico é il trattamento con iniezione di siero botulinico all’interno dello sfintere anale che determina il suo rilassamento per qualche mese con conseguente guarigione della ragade, si tratta di un trattamento molto promettente.

Il trattamento ideale per la minore frequenza di recidiva della ragade anale, resta, comunque, il trattamento chirurgico, specialmente per i casi non rispondenti alle terapie mediche.

Esso consiste in una sfinterotomia parziale laterale dello sfintere interno (sezione di un terzo del muscolo) con conseguente  sicura guarigione della ragade.

Tale trattamento é sicuramente  il più efficace ed è, secondo la letteratura medico-scientifica, quello che comporta una  minore frequenza di recidive.

Il paziente viene approcciato  inizialmente con una terapia medica specifica: qualora questa  non risultasse valida si dovrà prendere in considerazione  l’intervento chirurgico, in particolare nei casi di pazienti fortemente sintomatici.

L’intervento viene eseguito in anestesia loco-regionale in regime ambulatoriale o di Day-Surgery.

CONCLUSIONI

La ragade é una ferita dell’ano dovuta quasi sempre allo stress, alla  stitichezza, alla diarrea o ai traumi.

I maggiori sintomi consistono in modesti sanguinamenti, bruciori o forti dolori che possono, in alcuni casi, pregiudicare una normale  vita di relazione ed obbligare ad un intervento chirurgico d’urgenza.

La terapia della ragade é prevalentemente medica, per quanto l’intervento chirurgico risulti essere più efficace ed in grado di limitare sensibilmente le recidive.

In ogni caso il paziente sintomatico dovrà essere sottoposto ad accurata visita medica specialistica allo scopo di confermare il quadro clinico di ragade e di escludere altre patologie, che, in alcuni casi, possono risultare di natura maligna.

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